INVIO IN DISTACCO DI UN LAVORATORE IN UNO STATO MEMBRO DELL’UNIONE EUROPEA / DELLO SPAZIO ECONOMICO EUROPEO

L’invio in distacco è una situazione nella quale il datore di lavoro invia un proprio lavoratore da uno Stato a un altro per svolgervi dei lavori per lui in un determinato periodo. Il lavoratore continua a essere inserito nel sistema di assicurazione sociale dello Stato dal quale è stato inviato, e i contributi per l’assicurazione sociale vengono pagati nello Stato dal quale il lavoratore è stato inviato, vale a dire nel suo Stato di origine. Avendo come fondamento il certificato che viene rilasciato a tale scopo, egli è esentato dal pagamento dei contributi in un altro Stato nel quale svolge temporaneamente dei lavori in un periodo definito con precisione. Se si giungesse a un superamento della durata autorizzata dell’invio in distacco o ad altre circostanze che influiscano sul diritto dell’invio in distacco, gli organi competenti e gli enti dello Stato nel quale il lavoratore svolge i lavori per i quali è stato incaricato hanno diritto di chiedere al datore di lavoro e al lavoratore di pagare i contributi in quello Stato.

 

Dopo l’ingresso della Repubblica di Croazia nell’Unione Europea, sugli obblighi e i doveri di cui al sistema di sicurezza sociale dei lavoratori inviati in distacco da uno Stato membro dell’Unione Europea all’altro in Croazia si applicano le disposizioni dell’Unione Europea sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Secondo le regole generali del Regolamento dell’Unione Europa sul coordinamento, sui dipendenti e sui lavoratori autonomi che si muovono all’interno dell’Unione Europea si applica la legislazione di un solo Stato membro, e ciò in base al luogo di lavoro (lex loci laboris), mentre le persone inviate in distacco in un altro Stato per svolgere un determinato lavoro in un determinato periodo rappresentano un’eccezione a tale regola, e su di essi si applica la legislazione dello Stato dal quale sono stati inviati (Stato di origine).

Le questioni collegate all’invio in distacco di personale all’interno dell’Unione Europea vengono gestite dall’Istituto croato per l’assicurazione pensionistica.

 

Invio in distacco di lavoratori dipendenti

 

Per l’invio in distacco di lavoratori dipendenti che il datore di lavoro invia in un altro Stato membro per svolgere lavori per quel datore di lavoro in un determinato periodo, è necessario soddisfare determinate condizioni – alcune da parte del datore di lavoro, altre da parte del lavoratore.

 

Sulla persona inviata in distacco continuerà a essere applicata la legislazione dello Stato dal quale essa è stata inviata, a condizione che:

  1. l’invio in distacco non duri più di 24 mesi
  2. il lavoratore non sia inviato a sostituire un altro lavoratore distaccato
  3. che sul lavoratore sia stata applicata la legislazione dello Stato di origine per almeno un mese immediatamente prima dell’invio (per questa condizione è sufficiente che, ad esempio, la persona inviata che prima dell’assunzione era disoccupata fosse inclusa nel sistema di prestazioni per la disoccupazione o si sia precedentemente trovata nel sistema dell’assicurazione sanitaria)
  4. il datore di lavoro svolga regolarmente la propria attività nello Stato di origine (in esso egli svolge una parte significativa della sua attività. Non si ritiene che svolga una parte significativa della propria attività qualora in esso egli sbrighi solamente pratiche amministrative o pratiche di gestione interna)
  5. sussista un legame diretto del lavoratore con il datore di lavoro per il tempo del distacco (qualora tale legame non sussistesse o venisse interrotto durante il distacco, non si applicano le regole sull’invio in distacco, vale a dire, l’invio in distacco iniziato viene a cessare).

Invio di lavoratori autonomi

Le disposizioni sull’invio in distacco permettono anche a persone che svolgono lavori autonomi di svolgere temporaneamente la propria attività in un altro Stato membro, applicando su di loro in quel periodo la legislazione dello Stato di origine.

 

Le condizioni che devono essere soddisfatte sono le seguenti:

  1. l’invio in distacco non deve durare più di 24 mesi
  2. essi devono svolgere regolarmente la loro attività di lavoratori autonomi nello Stato dal quale vengono inviati in distacco (se svolgono una parte significativa della propria attività in quello Stato, circostanza che viene valutata in base ai criteri dello svolgimento di tali attività due mesi prima dell’invio in distacco, per poterli poi continuare a svolgere dopo il ritorno nello Stato di origine, e se soddisfano ancora tutte le condizioni necessarie per svolgere l’attività così da poterla continuare al loro ritorno)
  3. l’attività che essi svolgeranno nello Stato di lavoro deve essere di natura simile a quella che svolgono nel loro Stato di origine.

 

Condizioni garantite di lavoro e diritti dei lavoratori inviati in distacco durante il periodo di distacco

Il datore di lavoro che invia un lavoratore in distacco per un lavoro temporaneo in uno Stato membro dell’Unione Europea / dello Spazio Economico Europeo per un determinato periodo deve osservare determinate regole, giacché durante il periodo di distacco il lavoratore ha lo status di lavoratore distaccato e gode di condizioni di lavoro e di diritti garantiti in modo speciale.

Altri particolari

 

Condizioni di lavoro

Mentre egli lavora come lavoratore in distacco in uno Stato membro dell’Unione Europea / dello spazio Economico Europeo, a lui vengono garantite determinate condizioni di lavoro nello Stato che lo ospita.

 

Siti web nazionali sull’invio in distacco

I Paesi membri dell’Unione Europea hanno reso disponibili determinate informazioni sui propri siti web nazionali. Le condizioni di lavoro dei lavoratori in distacco e i dati di contatto con gli organi locali possono essere trovati sui siti Internet nazionali dello Stato ospite.

 

Altri particolari

 

ALCUNI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO DURANTE IL PERIODO DI INVIO DI LAVORATORI IN DISTACCO NELLA REPUBBLICA DI CROAZIA

 

Durante il periodo di distacco nella Repubblica di Croazia, al lavoratore distaccato il datore di lavoro deve assicurare le seguenti condizioni di lavoro quali le hanno i lavoratori croati:

 

  • durata massima dell’orario di lavoro e durata minima del riposo
  • durata minima delle ferie pagate
  • stipendio minimo, ivi inclusi gli aumenti dovuti agli straordinari
  • protezione della salute e sicurezza sul lavoro
  • misure di protezione per il lavoro delle donne in stato interessante, nonché delle donne che hanno di recente partorito, o che allattano
  • misure di protezione per il lavoro di minorenni
  • condizioni di lavoro dei lavoratori assunti attraverso agenzie per il lavoro interinale
  • uguale trattamento verso uomini e verso donne e altre regole contro la discriminazione (divieto di discriminazione)

 

A quale livello devono essere assicurati tali diritti?

I diritti indicati sono prescritti da norme giuridiche della Repubblica di Croazia, ovvero come è stato stabilito dai contratti collettivi la cui applicazione nella Repubblica di Croazia è estesa a tutti i datori di lavoro e lavoratori in una determinata attività.

 

Ulteriori informazioni sulla legislazione vigente nella Repubblica di Croazia

A proposito dei lavoratori distaccati, nella Repubblica di Croazia, con riferimento alle condizioni di lavoro si applicano la Legge sugli stranieri , la Legge sul lavoro nonché la Legge sull’attuazione transfrontaliera delle decisioni sull’ammenda nell’ambito dell’invio di lavoratori in distacco .

 

Cosa accade se queste condizioni di lavoro garantite (ivi incluso anche lo stipendio) fossero regolamentate in modo più favorevole dalle norme dello Stato di origine lavorativa del datore di lavoro che invia il lavoratore distaccato a lavorare temporaneamente in Croazia?

In tal caso, con riferimento al lavoratore distaccato è necessario applicare le normative giuridiche più favorevoli.

 

Procedura che si applica in occasione dell’invio di lavoratori distaccati

 

  1. L’obbligo di presentare una dichiarazione di distacco (posting declaration) prima di inviarlo, ovvero informazioni su ogni successiva modifica dei dati forniti in quella dichiarazione.

 

Ulteriori informazioni

 

Ogni datore di lavoro che offre dei servizi nella Repubblica di Croazia deve presentare tale dichiarazione prima di inviare il lavoratore distaccato nella Repubblica di Croazia e prima dell’inizio del lavoro, e ciò per posta elettronica all’organo statale centrale competente per le questioni connesse con l’ispezione e la protezione del lavoro. L’indirizzo di posta elettronica è il seguente:

postingdeclaration.inspektorat@mrms.hr

Modulo di dichiarazione di distacco; Dichiarazione di distacco  – Modulo 1 HR e Posting declaration Form 1 EN

 

Notifica di modifica dei dati nella dichiarazione di  distacco  – Modulo 2 HR

Notification of change of submitted posting declaration Form 2 EN

 

  1. L’obbligo di nominare una persona che sarà incaricata di collaborare con gli organi competenti nella Repubblica di Croazia, e che durante il periodo di distacco conserverà, e dietro richiesta dell’organo competente consegnerà, la documentazione relativa al lavoratore distaccato affinché venga verificata, nonché tutte le altre prove necessarie al momento dell’effettuazione di un controllo e di un’ispezione, nonché offrire agli organi competenti tutte le informazioni necessarie a tale scopo.

 

  1. L’obbligo di nominare una persona di contatto nella Repubblica di Croazia la quale, durante il periodo di distacco, sarà incaricata, a nome e per conto del datore di lavoro, di collaborare con gli organi competenti, e in caso di necessità ricevere e inviare documenti, domande, comunicazioni e altra corrispondenza e consegnarla al datore di lavoro.

 

  1. L’ispettore del lavoro ha il potere di chiedere determinate dichiarazioni e documenti che dimostrino che il lavoratore è stato assunto dal datore di lavoro in osservanza alla legge durante il periodo di distacco, in quale orario di lavoro e con quale distribuzione di tale orario, quante ore ha lavorato, quali e di che tipo sono le sue entrate, se ha il modulo A1 e questioni simili. Per questo motivo il lavoratore distaccato deve avere con sé, durante il periodo di distacco, un documento identificativo, un contratto di lavoro, possibilmente una copia del modulo A 1, un documento di calcolo individuale dello stipendio, ovvero una busta paga, per i cittadini di Stati terzi assunti in uno Stato dello Spazio Economico Europeo anche il permesso di lavoro e il permesso di soggiorno nello Stato dove si trova la sede del datore di lavoro che li ha distaccati nella Repubblica  di Croazia, mentre i cittadini di Paesi terzi assunti al di fuori del territorio dello Spazio Economico Europeo e distaccati nella Repubblica di Croazia devono avere il  permesso di lavoro / il certificato di lavoro e il permesso di soggiorno nella Repubblica di Croazia ai sensi delle disposizioni di cui alla Legge sugli stranieri, nonché una copia della Dichiarazione di distacco.

 

Per informazioni generali relative alla legislazione giuridico-lavorativa rivolgersi al  Ministero del lavoro e del sistema pensionisitico  (Contatto: info@mrms.hr ; croliaisonoffice@mrms.hr )

Altri particolari

 

Punto unico di contatto per i servizi – informazioni sulla fondazione di imprese e l’offerta di servizi in Croazia.

 

Qualora le condizioni indicate fossero soddisfatte, l’Istituto croato per l’assicurazione pensionistica rilascerà per ogni lavoratore distaccato il certificato A1 con il quale si conferma che relativamente a quella persona continua a essere applicata la legislazione croata sull’assicurazione sociale. Il certificato A1 rappresenta il modulo predefinito su tutto il territorio dell’Unione Europea e rappresenta la prova del fatto che il lavoratore è distaccato, e che in un determinato periodo non è tenuto a pagare i contributi nello Stato dove svolge il lavoro, poiché li paga nello Stato dal quale viene inviato.

 

Per il distacco di un lavoratore, il certificato A1 non può essere rilasciato per un periodo superiore ai 24 mesi qualora si tratti di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. In caso di contratto a tempo determinato, il tempo di concessione si riferisce solamente al periodo di durata del contratto. Eccezionalmente, è possibile chiedere per la stessa persona il prolungamento della durata del periodo di lavoro distaccato (superiore a 24 mesi, al massimo 5 anni). Qualora sussistesse un motivo giustificato, vale a dire se il lavoro oggetto di contratto non può essere concluso entro il termine di 24 mesi, è possibile prolungare il periodo di distacco con una particolare procedura e previo consenso delle competenti autorità dello Stato nel quale la persona è stata distaccata. La domanda di prolungamento del periodo di distacco viene presentata in anticipo, prima della scadenza del periodo di distacco in corso (viene consegnata su un modulo particolare la Domanda di deroga ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 16 del Decreto n. 883).

 

I diritti relativi al distacco riguardano anche le persone che sono state assunte a scopo di distacco dal primo giorno dell’assunzione. Tuttavia, immediatamente prima del distacco tale persona deve essere inclusa nella legislazione dello Stato membro nel quale il datore di lavoro svolge regolarmente la propria attività.

Altri particolari

 

Link importanti:

DOMANDE E RISPOSTE

A condizione che siano state soddisfatte le condizioni sopra descritte, e che il Suo datore di lavoro si sia procurato per Lei il certificato A1, Lei è assicurato nello Stato dal quale Lei è stato distaccato (nello Stato di origine), invece che nello Stato dove Lei svolge il Suo lavoro.

Per Lei presenta la Sua domanda e la legalizza con un timbro il datore di lavoro o il lavoratore autonomo per se stesso prima dell’inizio del distacco, e lo consegna alla sede territoriale competente o all’ufficio dell’Istituto secondo la sede del datore di lavoro (Domanda 7.1a). Il datore di lavoro compila anche il questionario destinato ai datori di lavoro (Domanda 7.1b) che contiene la richiesta di informazioni dettagliate sulla gestione e, insieme alla documentazione obbligatoria indicata nel questionario, lo consegna all’Istituto. I lavoratori autonomi sono tenuti a compilare la domanda di distacco dei lavoratori autonomi nell’Unione Europea (Domanda 7.2.)

Una volta terminato il periodo di distacco, un nuovo distacco per la stessa persona può essere concesso dopo che è trascorso un termine di due mesi. Tuttavia, eccezionalmente, è possibile chiedere per la stessa persona il prolungamento della durata del periodo di distacco (più lungo di 24 mesi). Qualora sussistesse un motivo giustificato, ad esempio si prevede che il lavoro oggetto di contratto non possa terminare entro 24 mesi, è possibile prolungare il periodo di distacco seguendo una particolare procedura e previo consenso delle competenti autorità dell’ente dello Stato nel quale la persona è stata distaccata. La domanda di prolungamento del distacco viene presentata in anticipo, prima della scadenza dell’attuale distacco (Domanda 7.3.)

Brevi interruzioni del periodo di distacco, quali sono le ferie, un congedo per malattia o un aggiornamento professionale della durata fino a due mesi, non vengono considerati un’interruzione del distacco e non prolungano l’attuale distacco che è previsto fino a un termine di 24 mesi. Qualora il distacco fosse più breve di 24 mesi, è possibile prolungarlo al massimo fino a 24 mesi.

Durante il periodo di distacco il datore di lavoro è tenuto a informare l’ente competente su tutte le modifiche che riguardano il distacco, in modo particolare:

– qualora il distacco termini prima della scadenza prevista

– qualora vi siano dei periodi di interruzione del distacco superiori ai due mesi

– qualora il lavoratore distaccato venga assegnato a un altro datore di lavoro nello Stato di lavoro.

L’ente competente nello Stato di origine è tenuto a informare l’ente competente nello Stato di lavoro sui cambiamenti menzionati in precedenza.

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